MERCOLEDÌ, 13 MAGGIO 2009
| Pagina 14 – Cronaca | ||||||||||||||
| di Antonella Mattioli | ||||||||||||||
| «Virgolo, senza i privati non si fa niente» | ||||||||||||||
| Il sindaco agli ambientalisti: impossibile decidere su terreni che non sono nostri | ||||||||||||||
| LA CITTÀ CHE CAMBIA | ||||||||||||||
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| «Non è detto che al Virgolo si debba attuare il progetto Thun, ma bisogna essere realisti: senza i privati è impensabile il recupero di quell’area». È un sindaco molto pragmatico quello che risponde agli ambientalisti che hanno fatto di quello sperone verde, vicino a piazza Walther ma dimenticato ormai da anni dai bolzanini, un cavallo di battaglia. L’argomento, delicatissimo, è tornato di attualità adesso con la messa a punto del masterplan del piano urbanistico. Nella penultima pagina del documento c’è una scheda ad hoc riservata al Virgolo e alla sua riqualificazione. Non si parla ovviamente di Thun; ma gli ambientalisti ci vedono un chiaro via libera al re degli angioletti. E attaccano l’assessore Pasquali. Del resto, Thun è l’imprenditore interessato ad investire sul Virgolo e il Comune sa perfettamente che senza l’accordo con i privati non si fa nulla. Neppure l’area ricreativa, proposta dal Comitato pro Virgolo e appoggiata da una petizione con centinaia di firme di bolzanini. «Perché – ammette il sindaco – l’idea è sicuramente buona, ma non si può realizzare su terreni che appartengono ai privati e non all’ente pubblico». Qualcuno ipotizza che il Comune possa acquistare o espropriare, di questi tempi però le priorità sono altre. «Quindi – insiste Spagnolli – bisogna trovare un compromesso coi privati, per conciliare le nostre con le loro esigenze». L’obiettivo del Comune è di togliere il Virgolo dall’attuale situazione di degrado e restituirlo alla città, perché lo possa “usare” al pari delle passeggiate del Talvera, del Guncina e Sant’Osvaldo. Detta così sembra facile, in realtà non lo è: perché oltre al problema della proprietà dei terreni, c’è da risolvere quello della raggiungibilità. Stabilito che non si vuole ampliare la strada attuale, ma solo sistemarla, bisogna pensare ad una funivia, com’era fino al 1976. L’unico che possa investire in un progetto di questo tipo è il privato che però deve avere un proprio tornaconto, altrimenti non fa nulla. «Vale per tutti ovviamente – sottolinea il sindaco – che sia Thun o qualsiasi altro imprenditore. Il compito del Comune, se si deciderà di trovare un accordo, sarà quello di porre dei paletti perché l’impatto ambientale sia ridotto al minimo e le strutture il più possibile camuffate nel verde». Nella riunione di maggioranza fissata per il 18 maggio, che sarà interamente dedicata al masterplan, il recupero del Virgolo sarà uno dei temi caldi. Forti perplessità sull’operazione ci sono anche nel gruppo ecosociale. Ma l’assessore Chiara Pasquali crede nella possibilità di rilancio della zona sotto la “regia” del Comune ed è decisa ad andare avanti nonostante il duro attacco di Ambiente e salute. «Vedremo se l’assessore Pasquali – si legge in una nota – fortemente coinvolta personalmente in questa vicenda continuerà ad essere protagonista; aveva promesso di non intervenire nei processi decisionali, ma parla e gestisce in prima persona». Attaccata reagisce: «Accuse ingiustificate, mi difenderò. È vero che mio fratello ha firmato lo studio di fattibilità per conto di Thun e mio marito il progetto della sede di Mantova, ma cosa significa? Nulla. Del resto visto che io stessa, prima di diventare assessore lavoravo come architetto, non dovrei neppure occuparmi di urbanistica. Perché ovunque si possono vedere interessi personali».
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